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Andiamo ai Musei Capitolini [IN 10 CAPOLAVORI – VIDEO]

Sulla sommità della collina del Campidoglio, proprio nel luogo dove in antichità era il Tempio di Giove Ottimo e Massimo, è oggi il tempio dell’arte e della storia di Roma: i Musei Capitolini.

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  • Dove: piazza del Campidoglio
  • Quando: lun-dom, h
  • Perché: i Musei Capitolini raccontano la storia di Roma attraverso una collezione d’arte sterminata. 

La storia del Campidoglio è anche la storia di Roma [leggi questo articolo e guarda questo video per saperne di più].

Centro religioso in epoca romana, centro politico e sociale nel Medioevo, il Campidoglio che vediamo oggi è quello del Rinascimento di Michelangelo, e del restyling che gli commissionò papa Paolo III nel 1500.

La fondazione dei Musei Capitolini

Il cambiamento era iniziato già qualche decennio prima, quando nel 1471 papa Sisto IV donò ai cittadini di Roma un piccolo gruppo di 4 sculture in bronzo dal forte valore simbolico che fino a quel momento erano conservate in Laterano. Queste furono spostate sul Campidoglio, all’interno del cortile del Palazzo dei Conservatori, e nello stesso momento la collezione venne aperta al pubblico.

 LE QUATTRO SCULTURE IN BRONZO DONATE DA SISTO IV:
 
  • Lupa
  • Spinario
  • Camillo
  • Mano, globo e testa di Costantino

Queste statue passarono, quindi, dalla proprietà privata (del papa) a quella pubblica (dei cittadini di Roma), e ben presto le statue della donazione di Sisto IV divennero i simboli della città di Roma.

I Musei Capitolini sono la prima collezione d’arte pubblica della storia.

I Musei Capitolini in 10 capolavori

Ho scelto di mostrarvi i Musei Capitolini attraverso 10 dei maggiori capolavori che sono custoditi al loro interno.

Si tratta di un museo enorme che occupa il Palazzo dei Conservatori e il Palazzo Nuovo, nei quali sono ospitate migliaia di opere dal valore inestimabile. Ne ho scelte soltanto dieci per offrirvi un’anteprima, un invito a visitarli di persona. Sono certa che non ve ne pentirete.

1. I frammenti di una statua colossale di Costantino

Scoperti nel 1400, la testa, una mano e un piede di una statua del IV secolo d.C. che rappresenta l’imperatore Costantino, forse proveniente dalla zona del Foro Romano [scopri il Foro Romano in questo tour].

Sono frammenti di un ACROLITO, e cioè una statua della quale le estremità visibili (testa, braccia e gambe) erano realizzati in marmo, i vestiti in bronzo.

Le dimensioni sono davvero colossali: la testa misura 2,6 metri, e la misura della statua intera è stimata di circa 12 metri.

 

2. La statua equestre di Marco Aurelio

Secondo le fonti antiche, a Roma erano presenti 22 statue in bronzo di imperatori a cavallo. Dopo la caduta dell’impero romano, queste statue furono fuse per riutilizzarne il metallo, prezioso e necessario per la creazione di nuovi oggetti utili per la vita quotidiana.

Non si conosce il luogo di provenienza della statua equestre in bronzo dell’imperatore Marco Aurelio, ma sappiamo che dal VIII-XI secolo d.C. era nei pressi della Basilica di San Giovanni in Laterano. Nel 1500 papa Paolo III decise di spostarla sul Campidoglio nell’ambito dei lavori commissionati a Michelangelo, il quale viene incaricato di farne il fulcro della nuova piazza.

La statua in bronzo dell’imperatore Marco Aurelio è l’unica ad essersi salvata dalla distruzione.

La statua equestre dell’imperatore Marco Aurelio occupò il centro della piazza del Campidoglio sul basamento disegnato da Michelangelo per oltre 400 anni. Negli anni 1980, a causa di ragioni conservative e dopo un lungo restauro, si decise di sostituirla con una copia e trasportare la statua originale all’interno dei Musei Capitolini.

3. Testa di Medusa

Nel 1600 Gianlorenzo Bernini decise di scolpire un busto ideale di Medusa, il terribile mostro capace di trasformare con il suo sguardo gli uomini in pietra.

Medusa era bellissima, ed è proprio questa bellezza ad emergere nel ritratto dei Musei Capitolini, insieme al grido di terrore nello scoprire di essere diventata in mostro.

Guardate i suoi capelli che si stanno trasformando in serpenti!

Gianlorenzo Bernini è stato capace di cogliere un istante di terrore.

4. La Buona Ventura

Michelangelo Merisi è il nome di un pittore che arrivò a Roma alla fine del 1500, e qui iniziò una carriera sfolgorante diventando il grande artista che conosciamo come Caravaggio. Dopo i primi anni di duro lavoro nella bottega di un artista già affermato, entrò nelle grazie del cardinale Francesco Maria del Monte, per il quale realizzò alcuni dipinti, tra i quali quello esposto nella Pinacoteca dei Musei Capitolini.

La Buona Ventura è una scena di vita quotidiana, come quelle che tra il 1500 e 1600 si verificavano continuamente nelle strade di Roma, e Caravaggio la immortala in un dipinto.

Caravaggio era un artista interessato alla rappresentazione realistica della vita quotidiana.

[Ti piace Caravaggio? Qui puoi trovare un altro post di approfondimento di una sua famosa opera!]

5. Il Galata morente o Galata Capitolino

Una statua legata a Giulio Cesare e alla sua vittoria sui Galli, popolo di valorosi guerrieri.

Questa scultura in marmo bianco era parte di un gruppo di almeno 5 statue. Oltre a questa dei Musei Capitolini, è possibile ammirarne un’altra nei pressi di Piazza Navona nel Museo Nazionale Romano – Palazzo Altemps.

[Nel Museo Nazionale Romano – Palazzo Altemps è esposta una grande collezione di scultura antica, tra cui il magnifico Trono Ludovisi.]

6. Opus sectile dalla Basilica di Giunio Basso

Opus sectile è il nome della tecnica che permette di realizzare delle composizioni (figurate o geometriche) attraverso intarsi di marmi colorati.

Proviene dalla decorazione parietale della Basilica di Giunio Basso sul colle Esquilino, una grande sala con funzioni civili realizzata nel IV secolo d.C. e poi trasformata in luogo di culto cristiano (analogamente a quanto avvenne per la chiesa di San Pietro in Vincoli). 

Si tratta di un’opera molto raffinata e preziosa. Nel Museo Nazionale Romano – Palazzo Massimo alle Terme sono presenti altri pannelli in opus sectile provenienti dalla decorazione della Basilica di Giunio Basso.

È come un grande puzzle di marmi preziosi e finemente intagliati.

7. San Giovanni Battista

Un’altra opera di Caravaggio nella Pinacoteca dei Musei Capitolini.

Caravaggio è famoso soprattutto per l’uso innovativo del chiaroscuro: un questo quadro il corpo illuminato del giovane San Giovanni Battista emerge dal fondo scuro.

La grandezza del lavoro di Michelangelo Buonarroti nella Cappella Sistina di pochi decenni prima, è fonte di ispirazione anche per Caravaggio (Michelangelo Merisi): la posizione di San Giovanni Battista deriva da quelle degli ignudi della volta della Cappella Sistina.

Michelangelo (Merisi) si ispira a Michelangelo (Buonarroti)

 

8. Statua di Ercole in bronzo dorato

Questa rarissima statua in bronzo e coperta d’oro fu scoperta nel 1471 nella zona del Foro Boario, nei pressi del tempio rotondo dedicato ad Ercole (situato proprio davanti alla chiesa di Santa Maria in Cosmedin, dove è anche la Bocca della Verità). Immediatamente il papa Sisto IV decise di aggiungerla al gruppo di 4 sculture in bronzo che aveva donato ai cittadini romani, fondando ufficialmente i Musei Capitolini.

9. Commodo

L’imperatore Commodo, figlio di Marco Aurelio, è rappresentato come Ercole: la testa è coperta con la pelle del Leone di Nemea che ha sconfitto, nella mano destra ha la clava, l’arma che lo caratterizza, e nella mano sinistra i pomi dorati che ha recuperato nel giardino delle Esperidi nel corso di una delle sue imprese.

Questo busto è in uno stato di conservazione eccellente, il marmo è ancora lucido 1800 anni dopo la sua esecuzione! Per secoli, infatti, è stato nascosto in una stanza sotterranea degli Horti Lamiani sul colle Esquilino, scoperta solo alla fine del 1800.

Commodo amava travestirsi da Ercole e combattere nelle arene come un gladiatore.

10. La Lupa Capitolina

Secondo una delle leggende della fondazione di Roma [qui per maggiori informazioni sulla fondazione di Roma], Romolo e Remo furono abbandonati in una cesta nel fiume Tevere. Furono trovati da una lupa che li salvò dalle acque del fiume e li nutrì con il suo latte.

La scultura in bronzo che rappresenta la lupa dei Musei Capitolini è un’opera di epoca medievale, intesa come simbolo di giustizia. Nel 1400 lo scultore Antonio del Pollaiolo fu incaricato di realizzare i due gemelli Romolo e Remo, trasformando quindi una lupa nella lupa legata alla leggenda della fondazione di Roma.

Il simbolo di Roma, e il simbolo dei Musei Capitolini!

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