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Santa Maria Antiqua. Una chiesa bizantina nel Foro Romano

La chiesa di Santa Maria Antiqua è stata sepolta per oltre mille anni. Il suo ritrovamento costituisce un unicum, non solo per l’eccezionalità dell’evento. I dipinti murali che decorano l’interno permettono di conoscere meglio l’evoluzione della pittura medievale, in un luogo che non ha subito alcuna modifica dopo l’anno 847.

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  • Dove: chiesa di Santa Maria Antiqua, all’interno dell’area archeologica del Foro Romano, via della Salara Vecchia 9. Una rampa di epoca domizianea mette in collegamento la chiesa con i palazzi imperiali del Palatino.
  • Quando: durante una visita al Foro Romano, ma solo fino al 30 ottobre 2016.
  • Perché: si tratta dell’unico esempio di una chiesa bizantina a Roma rimasta completamente inalterata per oltre mille anni. Le vicende legate alla scoperta rendono la sua esistenza incredibile.

La storia.

La chiesa di Santa Maria Antiqua fu costruita nel VI secolo; delle strutture del I secolo risalenti all’imperatore Domiziano furono riadattate alla nuova funzione ecclesiastica. Non si conosce l’esatta funzione originaria di questi ambienti, ma si ipotizza che fosse una biblioteca.

Dopo la consacrazione nel VI secolo, Santa Maria Antiqua fu decorata nel corso di oltre trecento anni. Il lavori della chiesa furono promossi da cinque papi: Martino I, Giovanni VII, Zaccaria, Paolo I, Adriano I. Gran parte della decorazione pittorica si è conservata, e costituisce uno straordinario documento sull’evoluzione pittorica nel corso del medioevo.

Gli ultimi dipinti furono eseguiti alla fine dell’VIII secolo con papa Adriano I. Poi, nell’anno 847, un violento terremoto provocò il crollo di una parte del Palatino. In seguito all’inabissamento della chiesa, questa venne abbandonata. Solo la preziosa icona si salvò dall’abbandono, e fu trasportata nella chiesa di Santa Maria Nova.

Perché possiamo considerare Santa Maria Antiqua una chiesa bizantina?

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Con il trasferimento della capitale dell’Impero a Costantinopoli, nel V secolo in Italia si stanziarono gli Ostrogoti. Sotto il comando di Teodorico, gli Ostrogoti crearono un regno stabile; la capitale fu trasferita a Ravenna, e Roma divenne una città marginale.

Quando Giustiniano salì sul trono di Costantinopoli, la situazione politica cambiò rapidamente. L’Italia tornò al centro degli interessi del monarca che, in nome dell’unità dell’Impero, intraprese la conquista delle province occidentali in mano ai regni barbarici.

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Per quasi vent’anni (dal 535 al 553) le guerre greco-gotiche devastarono l’Italia; nel 536 Roma fu riconquistata dal generale Belisario, poi definitivamente da Narsete nel 553. Anche dopo la conquista bizantina, la capitale dell’Esarcato rimase a Ravenna. Roma, città di provincia, era amministrata da funzionari imperiali che si stabilirono sul Palatino.

Il dominio dei bizantini su Roma durò per circa due secoli; in questo periodo il papa rafforzò la propria influenza e la Chiesa assunse i poteri civili e amministrativi. Roma diventò un polo di attrazione per personaggi bizantini di altro profilo, sia civili che ecclesiastici. Non stupisce, in quest’ottica, lo straordinario afflusso di monaci di origine greca a Roma, in fuga prima dalle persecuzioni iconoclaste, poi dalle invasioni islamiche. Sorsero comunità ecclesiastiche di tipo greco, e le chiese furono decorate nello stile di Costantinopoli. Insieme ai monaci arrivarono a Roma anche le opere d’arte, i manoscritti, gli arredi ecclesiastici e la manodopera provenienti dalla capitale dell’Impero.

Santa Maria Antiqua e Giovanni VII.

mosaicosantamariaantiquaGiovanni VII, papa tra il 705 e il 707, era di origine greca. Figlio di un funzionario dei palazzi imperiali sul Palatino, era molto legato a questa zona. Trasferisce sul Palatino la sede papale, che fino a quel momento era stata al Laterano. Si tratta di un vero e proprio atto politico, perché installa il centro della religione cristiana proprio nel luogo più importante per il mondo pagano, che ormai è stato completamente soppiantato: il Foro. Il papa riafferma così il potere il potere che aveva conquistato dopo che la capitale era stata trasferita a Costantinopoli. Il forte legame di Giovanni VII con Santa Maria Antiqua viene riaffermato anche nella nuova decorazione della chiesa, eseguita nello stile in voga a Costantinopoli.

Le pitture murali.

santim_miniI dipinti che decorano le pareti interne di Santa Maria Antiqua rappresentano il vero patrimonio di questo sito.

L’iconologia riflette il pensiero greco dominante in  quel periodo. Le figure di Cristo, della Madonna, dei santi non sono integrate all’interno di una storia, ma sono trattate come dei ritratti. In questo modo, il rapporto che si  crea con il fedele è del tutto diverso da quello basato sul pensiero religioso occidentale.

L’osservatore non è coinvolto nelle scene rappresentate, e il rapporto devozionale che si instaura con le immagini è più diretto e profondo.

La chiesa era completamente dipinta (frammenti di pitture sono ancora visibili anche sui fusti delle colonne e sui muri del coro).

Il Palinsesto.

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Da quando fu riscoperta nel 1900 dall’archeologo Giacomo Boni, Santa Maria Antiqua fu oggetto di molti studi. L’analisi della decorazione dipinta ha permesso di individuare sette strati sovrapposti di dipinti, corrispondenti ad altrettante fasi decorative.

La zona maggiormente esemplificativa di questo complesso sistema decorativo è quella corrispondente alla parete a destra dell’abside.

Questa parete è stata definita dagli studiosi “palinsesto”, con un termine preso in prestito allo studio dei manoscritti su pergamena. Per palinsesto intende la pratica di riuso di  una pergamena già scritta in precedenza, trattata raschiando via lo strato più superficiale.

Nella parete palinsesto di sovrappongono sette strati della decorazione di Santa Maria Antiqua. Attraverso le lacune degli strati più superficiali si riesce a ricostruire la figurazione degli strati coperti.

Delle installazioni altamente tecnologiche di videomapping permettono di restituire le immagini coperte e il sistema decorativo.

L’icona.

santa-maria-antiquaAl centro della chiesa, l’icona della Madonna con Bambino cattura immediatamente l’attenzione.

Secondo alcuni studi sarebbe contemporanea all’edificazione della chiesa, e quindi si tratterebbe della più antica icona della Vergine attualmente conosciuta.

Questa icona era conservata a Santa Maria Antiqua, ma nel 847 fu traslata nella Basilica di Santa Francesca Romana. Santa Francesca Romana era conosciuta anche come Santa Maria Nova, e venne edificata per sostituire Santa Maria Antiqua dopo il suo crollo, sempre all’interno del Foro Romano, vicino al tempio di Venere e Roma.

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Informazioni

Santa Maria Antiqua è accessibile secondo gli orari di apertura del sito archeologico del Foro Romano, consultabili qui.

Il biglietto d’ingresso da diritto ad accedere al complesso del Foro Romano, del Palatino e del Colosseo per due giorni consecutivi.

Per maggiori informazioni su Santa Maria Antiqua, per accedere alla documentazione del restauro, visitare il portale dedicato.

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